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Uberti Stefano
Il Grignolino è uno dei vini caratteristici del Piemonte ed il suo valore viene ancor di più elevato dalla limitata quantità prodotta. Il nome deriva dal termine dialettale del seme dell’acino d’uva detto “grignola” poichè ne contiene numerosi rispetto ad altre varietà
Varietà storica nella produzione del marsala, il Grillo viene interpretato da Tasca d’Almerita in chiave moderna per ottenere un vino fresco, aromatico e di piacevole bevibilità
RICONOSCIMENTI La Tenuta Guado al Tasso è a circa 80 Km. a sudovest di Firenze, vicino al paese medievale di Bolgheri, in Maremma, si estende dalla costa tirrenica fino alle colline: oltre ai vigneti le coltivazioni comprendono grano, mais, girasole, olivo. I vigneti sono situati ad un'altitudine compresa tra i 45 e i 60 metri s.l.m. su suoli rocciosi e...
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Gradevolmente dolce, fresco e sapido, questo moscato si esprime in un bouquet fruttato e floreale, in cui spiccano scorze di arancia, melone e rosa. La sua dolcezza ben bilanciata dalla freschezza lo rendono perfetto con formaggi saporiti (caprini), crostate di frutta, gelato e macedonie. Da provare anche su bottarga e pesci affumicati
La Segreta prende il nome dal bosco che circonda la nostra vigna all’Ulmo. Questo vino giovane e fresco ottenuto principalmente da uve Nero d’Avola, bandiera della Sicilia del vino, guadagna personalità e stile con l’aggiunta delle uve internazionali. Tutte le uve sono sapientemente coltivate nei vigneti di proprietà di Planeta
Il Lagrein è indubbiamente uno dei vitigni di punta dell’Alto Adige, e sta riscuotendo molto interesse soprattutto grazie al suo gusto fruttato, arricchito dalle note aromatiche e dai suoi morbidi tannini. Questo vitigno autoctono trae origine dalla conca di Bolzano, ma da diversi decenni è coltivato e vinificato anche a Terlano
Del Blangè ci s’innamora, come di una bellissima donna per sempre giovane. Nato nel 1985, l’Arneis Blangè, fu tra le prime grandi scommesse di Bruno e Marcello Ceretto. Difficile pensare a un bianco, nel grande momento dei rossi, per Ceretto, invece, fu un’intuizione geniale